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Trasloco sui nuovi blog

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Qualcuno avrà già notato che da un po’ di settimane ho avviato due nuovi blog, di cui uno personale (bonaventuradibello.it) e uno, doppio, dedicato al mio nuovo libro su WordPress (webmasterconwordpress.it/com).

Di conseguenza i temi trattati su questo blog saranno ‘dirottati’ in futuro su tali blog, dove troveranno posto anche alcuni degli articoli già pubblicati su questo (per l’occasione scriverò un articolo su come importare singoli post o gruppi di post esportandoli da un blog precedente).

Ci vediamo dall’altra parte! :)

Test del plugin Facebook Shared Comments

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Questo plugin, Facebook Shared Comments, dovrebbe consentire, utilizzando una API key e relativo ‘secret’ di Facebook, il cross-posting fra il blog e il social network. Il funzionamento prevede che questo post appaia sul mio account di Facebook, dopodiché sarà creato un box di applicazione in cui i commenti del blog e quelli sulla bacheca di FB si combineranno… funzionerà?

Test di una toolbar per il sito: Wibiya

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È arrivato il momento di collaudare una delle tante toolbar che oggi si vedono spuntare nella parte bassa del browser visitando un sito o un blog, e la mia scelta è caduta sulla toolbar Wibiya. Grazie a queste toolbar è possibile aggiungere al proprio blog funzioni di vario tipo: dalla chat in real time al conteggio dei visitatori attualmente collegati al sito, dal pulsante ‘Mi piace’ di Facebook al collegamento a Twitter, e così via. Naturalmente devo ancora decidere se tenerla o meno, ma finché non crea problemi la lascio qua.
Per quanto riguarda l’installazione non è stata immediata come pensavo, nonostante alla fine della configurazione il sito proponga, fra le opzioni, il plugin per WordPress. Dopo avere installato quest’ultimo e avere attivato la relativa opzione di Wibiya (che si trova, attenzione, nella scheda Aspetto della Bacheca) fornendo anche il percorso al plugin, ancora non compariva. Alla fine non mi è rimasto che scegliere, in alternativa, il codice puro e semplice per l’embed, e inserirlo nell’header del tema subito dopo il tag ‘body’, come si fa di solito. Ai lettori del blog l’ardua sentenza, i vostri commenti sono sempre benvenuti. :)

WordPress e il “Fatal Error: Allowed Memory size”

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Da quando ho installato WordPress su questo spazio/dominio di TopHost mi sono spesso ritrovato, nel tentare l’attivazione/aggiornamento di un plugin o l’aggiornamento di WordPress stesso, di fronte a un errore del tipo:

Fatal error: Allowed memory size of 33554432 bytes exhausted
(tried to allocate 1966080 bytes) in
/home/mhd-01/www.bdblog.it/htdocs/wp-includes/class-simplepie.php
on line 5353

Quando mi sono stancato di ritrovarmelo fra i piedi, una ricerca in Google mi ha portato alla soluzione, che consiste nell’aggiungere al file wp-config.php la seguente riga di istruzioni:

define('WP_MEMORY_LIMIT', '64M');

Il messaggio in sostanza era dovuto a un problema di memoria nel PHP, che l’istruzione di cui sopra ha risolto, quindi nel caso dovesse succedere anche a voi ora sapete cosa fare :)

Il miglior ‘form plugin’ per WordPress

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Una schermata di ContactForm7, il plugin per creare moduli in WordPress

Una schermata di ContactForm7, il plugin per creare moduli in WordPress

Nel corso degli anni ho collaudato varie soluzioni per quanto riguarda uno degli ingredienti fondamentali di qualunque sito Web degno di tale nome: il modulo contatti.
Per WordPress sono disponibili innumerevoli plugin che aiutano a configurare e inserire il classico ‘form’ in una pagina, in un articolo (post) o in una widget, ma spesso richiedono una serie di impostazioni preventive e un utilizzo non esattamente indolori. Col tempo, quindi, ho man mano abbandonato le soluzioni meno immediate (il tempo è denaro, e soprattutto preferisco investirlo in altro piuttosto che sopperire alle mancanze di un plugin) e mi sono stabilizzato su quello che sto per proporvi.
Se realizzate siti e blog con WordPress e volete un plugin per creare facilmente e rapidamente un modulo dei contatti, non posso a questo punto che consigliarvi ContactForm7, che ha dalla sua diversi vantaggi, primo tutti la localizzazione in Italiano (fra le numerose lingue), ma soprattutto la rapidità di implementazione.
Avete due modi per utilizzarlo: la prima, più immediata, consiste nell’installare il plugin, copiare il codice tra parentesi quadre già pronto e incollarlo in una pagina, un articolo o una widget. In questo modo avrete immediatamente un modulo semplice e funzionale.
Se invece volete aggiungere al vostro modulo elementi come il codice di controllo (captcha), la clausola di accettazione di determinate condizioni (per es. la legge sulla privacy), dei pulsanti di scelta o dei menu a cascata con varie opzioni, create un nuovo modulo personalizzato e usate il comodo menu sulla destra per generare i tag di ognuno degli elementi da voi desiderati, andandone a modificare eventualmente il testo visualizzato nel riquadro a sinistra.
E non dimenticate di spendere un pensiero positivo per chi ha sviluppato questo gioiello (che fa uso anche di codice AJAX per una maggiore rapidità di interazione) e lo ha messo a vostra disposizione in forma totalmente gratuita.

Dieci buoni motivi per scegliere WordPress

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Il logo di WordPress

Il famoso logo di WordPress

Chi mi conosce sa che sono di mentalità molto aperta quando si tratta di scegliere tecnologie e piattaforme alternative.
Non a caso mi sono impegnato per un paio di mesi a esplorare Joomla! cercando di scoprirne virtù e difetti nel paragone con WordPress, CMS che già utilizzo da tempo e con soddisfazione per i miei blog e siti Web.
Inevitabilmente, però, ritorno a WordPress per tutta una serie di motivi, ma soprattutto perché i vantaggi che Joomla! sembrava offrire a una prima impressione si sono poi rivelati riproducibili, con la semplice adozione di qualche plugin, anche su WordPress.
Ci sono, inoltre, diverse caratteristiche sulle quali non credo ci sia molto da discutere, e si tratta dei motivi che nel loro insieme mi fanno preferire WordPress, ovvero:

  1. sistema di aggiornamento automatico (autoaggiornamento) sia per il CMS sia per i plugin
  2. aggiornamenti frequenti che denotano un costante e serio monitoraggio su bug e problemi di sicurezza
  3. evoluzione rapida e significativa nel tempo (siamo già alla 2.9.x)
  4. ampia disponibilità di template, generalmente strutturati in modo razionale tanto nel codice quanto nei fogli stile, tanto gratuiti quanto commerciali
  5. disponibilità di plugin (al momento oltre ottomila) per ogni esigenza e di conseguenza possibilità di scegliere fra più alternative (per esempio nell’e-commerce) con estrema facilità nell’individuare quelli desiderati grazie all’ottima classificazione e documentazione online
  6. backend meravigliosamente intuitivo e completo, con gestione evoluta di ogni aspetto dell’amministrazione e nell’editing dei contenuti
  7. ottima gestione della SEO, anche in questo caso facilmente potenziabile con opportuni plugin
  8. ampia comunità di sviluppatori e notevole sostegno da terze parti, come dimostra la recente disponibilità di applicazioni per la gestione ‘mobile’ su BlackBerry, Android e iPhone e le numerose fonti di documentazione
  9. disponibilità di una piattaforma gratuita su cui far pratica sul sistema di pubblicazione e sul backend
  10. ottime funzioni di backup e ripristino (idem per esportazione e importazione) che aiutano nel trasloco da una piattaforma all’altra o da un hosting all’altro

L’elenco qui sopra non ha la pretesa di essere esaustivo, ovviamente, quindi siete tutti invitati a commentare con le vostre impressioni d’uso, critiche e quant’altro.
Intanto, per chi avesse dubbi sull’affidabilità di WordPress in ambiti professionali, vorrei ricordare il network di blog del New York Times (o quelli della CNN)  oppure quello della PlayStation. Al limite potete consultare anche un elenco di famosi blog basati su WordPress.

Perché st(av)o abbandonando TopHost.it

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Il logo di TopHost.it

TopHost, un hosting economico, pratico, quasi completo ma...

Qualche anno fa fui catturato dall’offerta allettante di TopHost.it, un servizio di hosting che nel tempo ha conquistato una certa fama, nel bene e nel male, e che io stesso ho a lungo pubblicizzato fra amici, conoscenti, colleghi e lettori (organizzai persino una campagna promozionale su un paio di speciali realizzati per Future anni fa). Avevo ormai toccato la quota degli oltre cento domini, compresi quelli facenti parte del mio network di oltre 50 blog, e non mi è sfuggito il ‘degrado’ dei servizi che ha finito, ovviamente, con il penalizzare anche la visibilità dei siti da me realizzati, blog compresi. Difatti, una rapida occhiata alle statistiche di Google Webmaster ha rivelato che i crawler del motore si ritovano quasi sempre davanti a un sito ‘inaccessibile’, e questo vale sia per i siti con un certo traffico sia per quelli relativamente tranquilli. Inoltre, quando il network dei blog era attivo, spesso sia io sia il team dei collaboratori riscontravamo il ‘blocco’ dei nove blog allora attivi, trovandoci nell’impossibilità di caricarne le pagine. In questi giorni ho utilizzato uno dei domini/spazi ancora giacenti sul mio account di TopHost, questo che ospita il blog appunto, e mi sono già accorto che ci sono degli errori in WordPress derivanti da una scarsezza di risorse, e risolvibili solo modificando il file php.ini, che ovviamente è inaccessibile in un hosting condiviso di questo tipo.
Ma non è solo questa limitazione a fare da deterrente e costringermi a migrare poco a poco tutti i domini altrove: c’è quella, per esempio, dell’impossibilità di gestire semplicemente i DNS (nameserver) e far puntare un dominio acquistato come tale su un altro hosting, integralmente, come invece posso fare da Aruba (che uso soltanto per registrare i domini non registrabili nel mio account principale USA, ovvero i .it, .biz, .eu ed eventuali altri). Anche per questo blog, quindi, mi vedrò costretto a traslocare, così come per tutti gli altri ancora presenti su TopHost, e a questo punto non mi sento i consigliare tale servizio se non per qualcosa di meramente amatoriale che prima o poi eventualmente andrà addirittura rimosso o, appunto, traslocato.
A quanto pare c’è una possibilità di reimpostare i DNS e conservare i domini su TopHost facendoli puntare correttamente su DreamHost, in tal caso mi limiterò a fare un downgrade conservando, appunto, i domini e utilizzando l’hosting di DH ed eventualmente anche il loro servizio email basato su GMail.

FaceBook *NON* è un Blog

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Il logo e una pagina di FaceBook

FaceBook, piattaforma sociale o parassita digitale?

Da quando FaceBook ha superato la sua fase originale di (ri)aggregatore sociale per ex studenti a caccia dei loro vecchi compagni di classe, si sta assistendo a una migrazione che vede confluire nelle sue ‘bacheche’ quelli che una volta sarebbero stati post per un blog o anche semplicemente brevi messaggi e-mail.
Da una parte questo ha regalato e continua a regalare al social network contenuti gratuiti sui quali speculare economicamente e grazie ai quali incrementare il numero di visitatori e di visite degli stessi, dall’altra ha impoverito la blogosfera prosciugando i blog personali e distruggendo il cross-linking che permetteva ai blogger di aiutarsi l’un l’altro nella crescita di ‘ranking’ e nella visibilità.
Io stesso sono stato fra quelli che, sollecitati dalla praticità di FaceBook, ha abbandonato la strada del posting per riversare sulla propria bacheca quelle segnalazioni, notizie e considerazioni che un tempo arricchivano uno o più blog personali e diventavano a volte spunti per dibattiti, questi ultimi gestiti nel blog stesso, sotto forma di commenti dei visitatori.
Ho usato non a caso il passato, nel formulare il paragrafo precedente, perché era da qualche settimana che covavo questa aspirazione a riconquistare la libertà e l’indipendenza, conscio però della perdita di visibilità che avrebbe potuto comportare vista la ‘frequentazione’ di FaceBook da parte di amici, conoscenti e colleghi.
Alla fine però ho deciso, e per non risentire troppo dell’astinenza da FaceBook ho adottato un template che ne ricalcasse lo stile grafico e strutturale, e un plugin che permettesse di integrare la piattaforma WordPress (su cui si basa questo blog) e quella del social network, come si legge nei due post precedenti.
Riuscirò a mantenere il ritmo e soprattutto a portare da questo lato della barricata chi, finora, ha commentato i miei contenuti pubblicati sulla bacheca di FaceBook? Ai post(eri) l’ardua sentenza!

Da WordBooker a RSS Graffiti

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RSS Graffiti logo orizzontale

RSS Graffiti permette di integrare WordPress in FaceBook via Feed RSS

Dietro suggerimento del mio caro amico Gabriele Caniglia, ho attivato l’interfacciamento fra WordPress e FaceBook con RSS Graffiti, che rispetto a WordBooker lascia il carico dell’elaborazione nelle mani di FaceBook e di conseguenza non sovraccarica WordPress, come invece accade (e in modo notevole, vi assicuro) con WordBooker. Comincia così il periodo di testing, grazie Gabble! :)

Integrazione fra WordPress e FaceBook con WordBook

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calcolatrice e appunti di calcolo

Una calcolatrice a volte non è necessaria per ottenere buoni risultati

Questo post piacerà sicuramente al mio amico Robert Grechi, soprattutto se nel momento in cui cliccherà sul pulsante ‘Pubblica’ di WordPress lo vedrà comparire sulla mia bacheca di FaceBook: ciò significherà, infatti, che il plugin WordBooker che ho appena installato, attivato e configurato fa il suo sporco lavoro.

E se i commenti fra le due piattaforme si integreranno come spero, sarò io stesso ancora più felice del risultato :)

Ci aggiungo anche un’immagine giusto per vedere che succede nel corrispondente post in bacheca su FaceBook, sono davvero curioso.